Caro Charles,
ti ho incontrato una sola volta, ma di quell’incontro nulla posso ricordare, avendoti potuto vedere soltanto con gli occhidi un neonato. Sono nato poco prima della tua scomparsa e di te ho soltanto i racconti dei parenti, di mio nonno Emilio, in particolare, figlio della tua seconda moglie. Ho ereditato le tue cose: i libri di geografia che tanto ti piacevano, i tuoi ritagli di riviste e giornali, i tuoi album di foto e souvenir da tutto il mondo. Tra i tanti oggetti uno in particolare restituisce intera una tua esperienza di vita, cosìdura e cruda eppur così importante, che mi consente di avvicinarmi davvero a te: l’album, ricco di tuoi disegni (tra l’altro di grandequalità) che racconta la tua partecipazione alla Prima guerra mondiale, quando eri poco più che un ragazzino. Penso sia giusto che lo spirito di quegli scritti e di quei ricordi possa essere conosciuto anche da una generalità di lettori che, a quasi cento anni da quei momenti, hanno forse perso memoria di certe atmosfere, di certi sapori che oggi sono così distanti. Proporrò, più avanti, una antologia delle tue memorie e una scelta di tuoi disegni e fotografie; ogni tanto mi permetterò di inserire qualche riferimento cronologico per meglio inquadrare il momento di cui stai scrivendo. Io ti immagino lì, davanti alla tua scrivania, mentre con entusiasmo di bambino e con l’impegno di un artista, redigi, molti anni dopo gli avvenimenti che descrivi e a pochi dalla tua morte, l’album che adesso ho tra le mani. E’ come se ti vedessi davanti a me, con lo stesso sguardo determinato e indagatore immortalato in una vecchia tua immagine del 1917, quando fosti sorpreso dall’occhio impertinente di una macchina fotografica mentre stringevi con la mano destra una penna, l’oggetto che tu hai sempre preferito, anche in guerra, al fucile. Spero che apprezzerai questo tentativo di adattare e ripresentare il tuo materiale in un formato così diverso e lontano dal tuo mondo; consideralo, per riuscito o meno che sia, un sincero omaggio da parte di un lontano nipote acquisito, che non hai mai conosciuto.
Genova, 20 gennaio 2009
Alessio Miglietta
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